Pontificia Università della Santa Croce, Roma, 18 novembre 2025
Il 18 novembre 2025 il professor Ciro De Florio della Università Cattolica del Sacro cuore ha tenuto un workshop per il ROR dal titolo “Identità, costituzione e il problema logico della Trinità”.
De Florio, partendo dalla definizione di Trinità contenuta nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 253), ha presentato il problema logico della Trinità, premettendo che la filosofia della religione in molti campi è connotata da una interdisciplinarità intrinseca, in cui il confine con la teologia filosofica è sfumato da reciproche e fruttuose contaminazioni.
1. Esiste un solo Dio; 2. il Padre è Dio; il Figlio è Dio, lo Spirito è Dio; 3. il Padre, il Figlio e lo Spirito sono tre Persone differenti. Ebbene, al problema della Trinità, enunciato in termini logici, corrisponde una contraddizione logica e ciò sia se si interpreta l’“è” del secondo enunciato in termini di “identità”, sia se si considera la stessa copula come “predicato dell’essere divino”. In entrambi i casi – ha spiegato De Florio – l’indagine interpretativa incontra una contraddizione, e, come ben noto, in ambito logico ciò che è contraddittorio è falso.
Lo sforzo di superare tale impasse ha visto cimentarsi numerosi studiosi sin dal medioevo nella costruzione di varie soluzioni interpretative. Rispetto all’epoca contemporanea il Professor De Florio ha presentato ai partecipanti tre proposte di analogia esplicativa, evidenziandone punti di forza e di debolezza, dichiarando, tuttavia, di non sposarne nessuna. Tra queste, la prima ad essere illustrata è stata la proposta di Brian Leftow, “Viaggi nel tempo e Trinità”, in cui la stessa ballerina con la macchina del tempo torna indietro per offrire uno spettacolo di ballo con tre performer differenti. Il peso di tale proposta starebbe nella supposta “scissione metafisica”: le tre diverse ballerine sono di fatto la stessa Persona in tre tempi sovrapponibili.
Sono state illustrate anche le proposte di studiosi come Geach, aventi ad oggetto la relativizzazione dell’identità, laddove quest’ultima è vista come una relazione che ogni oggetto ha con se stesso, e di Michael C. Rea, che propone una metafisica della costituzione, con innesto nella teoria ileomorfica aristotelica.
Durante il dibattito sono sorte molte difficoltà ermeneutiche sul valore logico delle argomentazioni e delle premesse ontologiche di riferimento, che hanno comunque incentivato i partecipanti a verificare le proprie posizioni mediante il dialogo interdisciplinare. Tali difficoltà radicano per lo più nella premessa in base a cui nell’impostazione dell’argomento logico le relazioni reali non sono contemplate, non ci sono nella domanda sulla distinzione, Aristotele direbbe che rispetto alla sostanza sono accidenti. Cionondimeno esse rappresentano un elemento fondamentale di conoscenza in ambito teologico, per distinguere e qualificare tanto l’identità quanto la reale distinzione delle Persone. Il dibattito ha dimostrato che il dialogo è possibile ma che è necessario andare avanti con lo studio e la ricerca.

